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La Natura non solo è nostra alleata, ma è sorella, figlia e madre.

Per questo così come noi comunichiamo e ci prendiamo cura di Lei nelle più svariate forme e manifestazioni è importante abbandonarci alle sue cure amorevoli e al suo costante e intenso sostegno che Lei ci offre instancabilmente.

Le piante, come diceva E.Bach, sono i pensieri della Terra che prendono forma e materia.

Ed è per questo che nutrirsi dell'intera pianta permette che venga svolto nel nostro organismo un lavoro terapeutico a trecentosessanta gradi, al contrario degli integratori di sintesi in cui il principio attivo, seppur di origine vegetale, viene scisso e isolato dal fitocomplesso originale, perdendo così la sua identità primordiale e la sua forza.

E' bene rivolgersi all'uso di tinture madri, in cui la macerazione della radice piuttosto che delle sommità fiorite della pianta avviene in modo integro in alcol e acqua. All'uso di gemmoderivati  ovvero alla macerazione in alcol, acqua e glicerina delle gemme (in questo caso i principi attivi provengono da cellule embrionali che contengono tutto il DNA della pianta), infine a estratti secchi titolati.

Non credo in un consiglio terapeutico valido per tutte le donne, ciò significherebbe trasferire l'approccio allopatico nella fitoterapia e nella nostra erboristeria tradizionale. E perpetuare la forma mentis che una cura a prescindere è valida per tutte come se si potesse trascendere dalle peculiarità fisiche, psichiche e esperienziali di ognuna.

In questa sede invece ciò che propongo è un percorso di conoscenza della pianta e della sua relazione con il nostro organismo, tracciando solo alcuni degli infiniti punti in cui universo vegetale e universo umano si intrecciano.

Tra le piante sacre alla donna non posso che partire dalla Salvia.


Le piante sacre: La Salvia

La Salvia era talmente tenuta in considerazione presso i popoli antichi da essere chiamata ?Erba Sacra?. 

Il suo stesso nome botanico, Salvia officinalis, rispecchia la sua nomea di pianta adatta ai molti usi.

Deriva dall'aggettivo latino salvus (salvo,sano) e dal verbo salvere (salvare), quindi la pianta che salva la vita.

Questa pianta era talmente legata alla donna che nel medioevo fu denominata Matrisalvia, cioè salvia della matrice, termine usato per indicare l'apparato riproduttivo.

Particolarmente usata per facilitare il concepimento. A questo scopo veniva dato alle donne succo di Salvia o vino di Salvia, e sono numerose le testimonianze che mostrano la sua effettiva efficacia.

Se poi andiamo a vedere l'azione farmacognostica della Salvia nella pratica ginecologica moderna iniziamo col dire che un kg di Salvia contiene sostanze estrogene pari a 6000UI di estrone, che fanno di questa pianta un ottimo emmenagogo (ovvero favorisce il flusso mestruale), confermando anche in questo caso le indicazioni degli antichi erboristi.

Ma non è soltanto la presenza di sostanze estrogene che fanno di lei una pianta ottima in tutte le malattie tipicamente femminili, occorre tener presente anche la completa e complessa azione tonico normalizzatrice a livello del sistema circolatorio e del sistema nervoso, dal momento che questa pianta funge sia da calmante che da stimolante, oltre che la sua efficace attività antispasmodica, che permette di eliminare la contrazione involontaria dei muscoli e degli organi cavi. 

Tonifica l'utero e nutre tutto il suo tessuto interno (miometrio). 

Da non dimenticare anche la presenza del tujone, un principio attivo che insieme agli altri contenuti nella pianta la rendono un eccellente rimedio contro le turbe della menopausa, caldane e adattamento alla nuova situazione ormonale.